
Vi presento mio fratello: la famiglia Ovvia questa volta va davvero alla conquista del mondo.
In bocca al lupo Marco, quasi quasi un po’ ti invidio…

Mah.
Sto qua si è presentato così.
Shane Kane, 17 anni, dicono sia una stella della musica inglese. Embè, cosa c’entra con noi?
Ah, pare anche giochi a calcio benino.
Ma lo stuolo di ragazzine, le magliette vendute, i flash dei fotografi non si adattano mica a questa squadra. A 17 anni vi pare che io fossi così?Il presidente non può negarlo: operazione commerciale che al confronto quella di Beckham fa ridere.
Caro Shane, sarai una star, ma qui c’è da guadagnarsi la pagnotta. Via la chitarra, mettiti parastinchi e scarpini e comincia a correre. Poi, forse, diventerai uno di noi.
8 vittorie consecutive, 8 gol per me.
Niente, non serve a niente. Il presidente è più diplomatico, ma io mi incazzo. Avversari che vincono per WO, squadre che perdono 8-0 contro l’ultima in classifica. Simpatia.
L’ho preso in disparte, il presidente, e gliel’ho detto: basta frivolezze, basta alla tua cacchio di cordialità con tutti.
Siamo neri adesso: meglio mostrarlo a tutti. E la stagione prossima ci sarà davvero poca voglia di scherzare.
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A nemmeno 21 anni Paolino supera il mito Airoldi – oggi rappresentante del sindacato giocatori – e diventa il giocatore più presente di sempre nell’Us Primomaggio. E tanto per gradire, anche un sano insufficiente in esperienza. Il ragazzo si è fatto, e non ha più le spalle strette…
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Faccia nuova, maglia nuova, vent’anni, squadra in picchiata.
Tutto troppo veloce, tutto troppo confuso, tutto troppo. Vent’anni, sembrava ieri esordire a 17, bella speranza, bel ragazzo. Adesso i risultati non arrivano più, la mia bellezza esteriore dovrà essere compensata col carisma, l’under è rimasto da tempo un miraggio.
Ma.
Ma rimane il cuore, la voglia. Di lottare per questa maglia, di superarsi, massì, persino di divertirsi. In fondo, ho tutta la vita davanti.

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O mio dio, che mi hanno fatto i chirurghi svedesi?

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Lo cercavo da tempo, ormai pensavo di averlo perduto.
Ma il Beppe, il mio fratello capellone e potente, è finalmente saltato fuori.
Attaccante da millemila euro di stipendi, amante del lusso e delle belle donne, in fondo mi ha sempre voluto bene, e con lui ho dato i primi calci a un pallone.
Un giorno, fratello, un giorno mi piacerebbe davvero indossare la stessa maglia.
Chissà, fratello, chissà…
Vabbè, abbiamo giocato contro Nessuno. Però, fatemi un po’ di complimenti per la prima e ultima tripletta in carriera…
Primomaggio rischia di dilagare: Paolo Ovvia chiama palla in mezzo all’area, e, ricevuto il pallone, colpisce di ginocchio. Palla sporca, ma val bene un altro goal: 2 – 0.
Embè? Una partita a fare il difensore offensivo, a bloccare attacchi e dare una mano a un centrocampo penoso, e il gol lo volete anche in rovesciata?
Grande partita, di quelle che so al presidente piacciono un sacco. Centrocampo agli altri, difesa quel tanto che basta, tutti ad attaccare al centro a testa bassa. E così è terzo turno. Mica male. Anche se già lo so come andrà a finire: altre due partite a fila. Che sia mai che perda un po’ d’esperienza io…
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Paolo Ovvia fa 19 anni
Caspita, diciannove. Un anno volato, come è volata la squadra.
Io? Io soffio le candeline.


