
Attorno al suo letto d’ospedale facce contrite, qualche lacrima nascosta, un gran silenzio.
Ancora negli occhi quei 5 minuti fatali, al suo rientro in campionato dopo oltre 2 mesi: il ginocchio che si piega in modo innaturale, lui che crolla al suolo.
Crolla anche la squadra, poi, ma cosa importa?
Matteo Airoldi, il capitano, nel suo letto d’opedale sembra consolare gli altri. Impassibile come al solito, attaccabrighe come al solito: ha già litigato con il primario e due infermiere.
La squadra l’ha vista nascere, l’ha vista crescere, l’ha portata in alto coi suoi colpi di testa, e pazienza se poi abbassava il Team Spirit.
Maledetto Devil, che bene ti abbiamo voluto.
Matteo Airoldi si ritira. Il secondo grave infortunio, a neanche 30 anni, lo costringe a mollare. I compagni lo temevano, ma lo stimavano. E lo eleggono a capo del SinGio.
E lui: “Ritirare la mia maglia? Manco per sogno. Datela a Ovvia, il futuro è suo. E adesso tutti fuori da questa cazzo di stanza!”
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Paolo Ovvia, sei un fenomeno!
Comment by Daniele March 28, 2008 @ 8:02 amDai Matteo, non mollare! Sei tutti noi, se è tornato una volta il Gordillo ce la puoi fare anche tu! Forza primomaggio! Siete dei grandi!