
Vi presento mio fratello: la famiglia Ovvia questa volta va davvero alla conquista del mondo.
In bocca al lupo Marco, quasi quasi un po’ ti invidio…

Mah.
Sto qua si è presentato così.
Shane Kane, 17 anni, dicono sia una stella della musica inglese. Embè, cosa c’entra con noi?
Ah, pare anche giochi a calcio benino.
Ma lo stuolo di ragazzine, le magliette vendute, i flash dei fotografi non si adattano mica a questa squadra. A 17 anni vi pare che io fossi così?Il presidente non può negarlo: operazione commerciale che al confronto quella di Beckham fa ridere.
Caro Shane, sarai una star, ma qui c’è da guadagnarsi la pagnotta. Via la chitarra, mettiti parastinchi e scarpini e comincia a correre. Poi, forse, diventerai uno di noi.
8 vittorie consecutive, 8 gol per me.
Niente, non serve a niente. Il presidente è più diplomatico, ma io mi incazzo. Avversari che vincono per WO, squadre che perdono 8-0 contro l’ultima in classifica. Simpatia.
L’ho preso in disparte, il presidente, e gliel’ho detto: basta frivolezze, basta alla tua cacchio di cordialità con tutti.
Siamo neri adesso: meglio mostrarlo a tutti. E la stagione prossima ci sarà davvero poca voglia di scherzare.
Primomaggio rischia di dilagare: Paolo Ovvia chiama palla in mezzo all’area, e, ricevuto il pallone, colpisce di ginocchio. Palla sporca, ma val bene un altro goal: 2 – 0.
Embè? Una partita a fare il difensore offensivo, a bloccare attacchi e dare una mano a un centrocampo penoso, e il gol lo volete anche in rovesciata?
Grande partita, di quelle che so al presidente piacciono un sacco. Centrocampo agli altri, difesa quel tanto che basta, tutti ad attaccare al centro a testa bassa. E così è terzo turno. Mica male. Anche se già lo so come andrà a finire: altre due partite a fila. Che sia mai che perda un po’ d’esperienza io…
Nonostante la convulsa mischia in area in occasione di questo tiro dalla bandierina, Joachim Zeininger riesce a pennellare un cross preciso sulla testa di Paolo Ovvia, che – mostrando le sue abilità nel gioco aereo – anticipa tutta la difesa avversaria, nonché i suoi compagni, andando a segnare la rete del 1 a 0
Oh, per ambientarmi in settima c’è voluto un po’. La squadra fa fatica, i tifosi mugugnano, siamo primi solo per cartellini gialli e rossi. E poi i 9 gol dell’anno scorso erano un’eccezione, che vi credete?
Ma stavolta sul calcio d’angolo di Joachim ho dimenticato tutto, la nazionale, la morosa, il rinnovo del contratto (il Presidente non mi vuole concedere una fornitura vitalizia di Chinotti, sto pezzente!), ho chiuso gli occhi, e finalmente è andata.
Per un attimo abbiamo creduto di vincere, poi alla fine è arrivato un pari, ma coi tempi che corrono è andata anche troppo bene. Siamo così scarsi che continuo ad essere il migliore in campo…

il decimo gol in carriera

Settima. Siamo arrivati in settima, e qui è scoppiato il delirio. Gavettoni negli spogliatoi, presidente seminudo (che schifo!), caroselli per le vie del borgo. Stagione trionfante, per me e per la squadra, meglio di così era difficile immaginarla. E ora pronti alla prossima stagione, sperando di giocare un po’ più da centrocampista, un po’ meno da difensore. No, mister
E poi ho anche fatto un bel gesto: ho smesso di segnare. Che vedevo Gerardo Issa immusonito, lui che era abituato a far valanghe di gol. E allora sono stato un po’ più coperto, la squadra ha ricominciato a dargli fiducia, e lui in un balzo mi ha superato e si è fiondato in testa alla classifica marcatori del campionato. Meglio così: per la squadra, per lui, per me.
E però… però io mi riservo di ricordare a tutti che di gol ne so fare. Ieri 4 nell’amichevole contro Alessandro, grande amico del presidente e uomo vessato dal . Tanto quei 4 gol non vanno in nessuna statistica, e così Issa rimane convinto di essere lui quello col senso del gol.
Oh ragazzi, non ditegli nulla voi.
Filed under: Niùs, Paolo Ovvia | Tags: paolo ovvia seconda doppietta bombonera's

“Da dove è saltato fuori?” sembrano domandarsi i difensori in area di rigore mentre guardano Paolo Ovvia incornare in rete il preciso corner di Gerardo Issa. Il punteggio, al 4° minuto di gioco, è ora di 0 a 1.
A questo punto non lo so nemmeno io da dove sono saltato fuori. A me piace giocare a pallone, di più non chiedetemi. Una doppietta anche oggi, sette gol in otto partite, miglior marcatore della squadra: non ci credo neanch’io. Anzi, forse sto solo sognando, è l’unica spiegazione.
Non svegliatemi però, per favore.

Stamattina ci siamo svegliati nel nostro albergo a Roma. Pioveva. -Cazz…- ho pensato. Il presidente ormai prende solo tecnici, e con la pioggia siamo fregati.
Inzia la partita. Io in attacco, che in attacco faccio anche un po’ schifo, ma pazienza. Segna Cavanna, ma loro ne fanno due, e andiamo negli spogliatoi incazzati e fradici. Le facce sono scure, Kargaudas e Van den Shoot manco a parlarne.
Secondo tempo. Vinzenz pareggia, poi capisco che ci siamo. Gli ospiti trovano il gol del vantaggio quando Paolo Ovvia si smarca lungo il corridoio centrale e va a concludere a rete per il 2 a 3.
Ma non finisce qua. Statelov fa il 4-2, e a quel punto Che pasticcio! Sulla fascia sinistra il terzino si imbambola e Paolo Ovvia sfrutta il regalo nel miglior modo possibile al minuto 77. 2 – 5 per Primomaggio. A me il pasticcio piace un sacco, come fare a dire di no?
Siamo primi, io continuo a giocare, ormai non sono nemmeno
il peggiore in campo.
Mi viene quasi da ridere.

Attorno al suo letto d’ospedale facce contrite, qualche lacrima nascosta, un gran silenzio.
Ancora negli occhi quei 5 minuti fatali, al suo rientro in campionato dopo oltre 2 mesi: il ginocchio che si piega in modo innaturale, lui che crolla al suolo.
Crolla anche la squadra, poi, ma cosa importa?
Matteo Airoldi, il capitano, nel suo letto d’opedale sembra consolare gli altri. Impassibile come al solito, attaccabrighe come al solito: ha già litigato con il primario e due infermiere.
La squadra l’ha vista nascere, l’ha vista crescere, l’ha portata in alto coi suoi colpi di testa, e pazienza se poi abbassava il Team Spirit.
Maledetto Devil, che bene ti abbiamo voluto.
Matteo Airoldi si ritira. Il secondo grave infortunio, a neanche 30 anni, lo costringe a mollare. I compagni lo temevano, ma lo stimavano. E lo eleggono a capo del SinGio.
E lui: “Ritirare la mia maglia? Manco per sogno. Datela a Ovvia, il futuro è suo. E adesso tutti fuori da questa cazzo di stanza!”
Paolo Ovvia sembra volare quando si tuffa per andare a colpire di testa l’invitante pallone su calcio d’angolo di Gerardo Issa, per Primomaggio, è la rete del 1 a 0.
Me l’ha detto Zeininger: Paolino, sali pure su sull’angolo, qui ci pensiamo noi. Io sono andato, sgomitavano da far paura, non vedevo un tubo. Poi è arrivata la palla di Gerardo, io ho chiuso gli occhi e mi son buttato in avanti.
Poi non ho più capito nulla, Zizak mi ha quasi sfondato una costola saltandomi sopra, Cavanna mi ha preso a sberle, è persino arrivato capitan Airoldi dalla panchina, lui che non si scompone mai. In campo c’era anche Bruno Verzè, lo zio del presidente. Ci siam guardati come a dire: e noi cosa ci facciamo qui?
Tre a zero alla fine. Tutti contenti, tutti a farmi complimenti, ho persino sentito i tifosi chiamare il mio nome. E sì che ho fatto appena due stelle e qualcosa. Senza l’entrata di Verzè sarei pure stato il peggiore. Vabbeh: martedì intanto c’è la terza di coppa. Sembra che mi facciano giocare di nuovo. A centrocampo stavolta. Che il random ce la mandi buona…
